La nostra storia

A metà dell’Ottocento l’imprenditore Giuseppe Falciola, originario di Luino, si trasferisce

per lavoro a Genova, dove conosce la moglie Paola Baffico. Poco dopo le nozze la coppia

richiamata dalle ottime possibilità di sviluppo urbanistico e dalla eccellente fama della

zona quanto a qualità della vita, si sposta a Porto Maurizio, per iniziare anche nella località 

rivierasca l’attività di costruttori.


Già da secoli la Riviera Ligure di Ponente era infatti meta di reali da tutta Europa, famosa 

per il suo clima eccellente e molto salubre. Nel 900 la fama della città attraversa addirittura 

l’oceano, tanto che persino il presidente degli Stati Uniti d’America Theodore Roosevelt

soleva soggiornarvi presso il Grand Hotel Riviera Palace (attuale sede della prefettura) che

è situato proprio dall’altro lato della strada rispetto a Palazzo Falciola.


Mentre Giuseppe segue la sua attività di costruttore erigendo vari palazzi, tutti contraddistinti 

dall’insolito colore rosa che ancora oggi li identifica nella città, la moglie Paola, donna forte e 

caparbia, gestisce autonomamente un magazzino di materiali edili all’ingrosso, attività assai

insolita per una donna, ancor più a quei tempi.

Darà alla luce ben sei figli (Ezilda, Leonardina, Carlo, Battistina, Carlotta e Antonietta) per i quali

a fine 800 insieme al marito inizierà la costruzione di Palazzo Falciola, originariamente composto

infatti da sei appartamenti con un grande giardino nel quale poi sorgerà la villa ancora presente.


Purtroppo Giuseppe non vedrà la fine della costruzione dell’edificio destinato ai figli, venendo

a mancare poco prima della sua ultimazione, ma la moglie Paola porterà a termine l’opera insieme 

ad altre nuove, prendendo di fatto le redini anche dell’impresa di costruzioni, dimostrando ancora 

una volta la sua determinazione e capacità negli affari.

Morirà nel 1914 con la soddisfazione di aver edificato insieme al consorte buona parte dei palazzi

della città, alcuni dei quali gemelli di questo, facendo forza sulla sua caparbietà (caratteristica

tipica delle donne liguri anche a detta del Boccaccio) sdoganando in tempi impensabili il cliché 

che alcune attività potessero essere svolte esclusivamente dagli uomini.


Palazzo Falciola attraverserà quindi tutto il 900, resistendo a due conflitti mondiali e a due eventi 

sismici devastanti, curato sempre dalle mani della famiglia che ne hanno mantenuto l’integrità 

storica fino ai giorni nostri, con l’ultimo intervento di recupero conservativo iniziato nel 2019.

Una curiosità è data dal fatto che nelle immagini d’epoca l’edificio risulta immerso nel verde, prima 

dell’urbanizzazione intensiva del dopoguerra, e il mare distava poche decine di metri dalla struttura

essendo immediatamente al di sotto della ormai ex linea ferroviaria, vicinissima e ancora visibile

da alcune unità, che presto verrà mutata in una tratta della pista ciclabile che, al termine della

realizzazione completa, arriverà a collegare il confine con la vicina Francia al capoluogo ligure.